Mons.
Pasquale
Pagano
Un ricordo del Prof. Salvatore Russo
Ho conosciuto Don
Pasqualino Pagano nel lontano 1937, frequentavamo insieme la
scuola catechistica “Maria Teresa Guarracino” nella cappella di
via Parini, distrutta da un bombardamento alleato nel 1942 e mai
ricostruita; se ne osservano ancora oggi i resti. La scuola era
diretta dall’amorevole cura della presidente Lucia Giordano e
dal non dimenticato Padre Rocco Cavallo redentorista.
Imparammo i primi
elementi del catechismo e Pasqualino ricevette per la prima
volta l’Eucaristia il 29 giugno 1937, festa di San Pietro e
Paolo, nella Parrocchia dello Spirito Santo dalle mani del
Parroco Can. Gaetano Ingegno.
Non lasciò la
scuola catechistica e divenne egli stesso catechista; era il
tempo delle fiorenti filodrammatiche e Padre Rocco ci consigliò
di rappresentare il dramma L’innocenza riconosciuta; a
Pasqualino fu affidato il non facile compito di interpretare San
Gerardo Maiella. Una sera del dicembre 1939, ero anch’io tra gli
attori, avemmo l’onore della presenza in sala dell’autore del
dramma, Padre Damiano, redentorista. Alla fine della
rappresentazione l’autore volle conoscerci e si congratulò per
il non facile compito svolto: avevamo solo dodici anni!
Il parroco Can.
Gaetano Ingegno pregò la direttrice della scuola catechistica di
trasferirci nella Parrocchia per preparare i fanciulli a
ricevere la Prima Comunione.
Pasqualino ed io
non tralasciammo di studiare il catechismo e per cinque anni di
seguito dal 1937 al 1941 partecipammo alle gare di catechismo
che si tenevano in Parrocchia; per l’ultima gara, 13 luglio
1941, imparammo a memoria tutto il catechismo di Pio X e Mons.
Ferrandino ebbe a congratularsi per tanto impegno. Il Parroco ci
regalò il messale quotidiano in latino con a lato la traduzione
italiana. Don Celestino Molfese che resse la Parrocchia come
Vicario Economo dal 1 al 31 agosto 1940, ci parlò, per la prima
volta, dell’Azione Cattolica. Con la venuta del nuovo parroco don
Gaetano Cardalesi, il 1 settembre 1940, dopo solo otto giorni
dalla sua venuta, con pochi amici, fondammo l’Associazione
Giovanile di Azione Cattolica “San Felicio Martire”. Con il
primo pagellamento - si era in periodo fascista ed era proibito
parlare di tesseramento - Pasqualino fu nominato segretario e
dal 1944 al 1947 fu presidente.
Conseguita la
maturità Classica nel 1945 al Liceo Classico di Torre Annunziata
si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università
di Napoli.
Nell’ottobre del
1947 lasciò la presidenza dell’Associazione e l’Università, ove
aveva seguito per due anni i corsi di medicina con ottimo
profitto, per rispondere alla chiamata del Signore ad essere
sacerdote.
Seguì gli studi
teologici al Seminario di Capodimonte e il 15 ottobre 1950 fu
ordinato diacono. Il 19 marzo 1951 nella Basilica
dell’Incoronata, Madre del Buon Consiglio, dal compianto Card.
Alessio Ascalesi fu ordinato sacerdote.
Iniziò la sua
missione nella Parrocchia ove era cresciuto e maturata la sua
vocazione sacerdotale; fu assistente dell’Associazione “San
Felicio Martire”, poi al ricostituito circolo della FUCI e
istituì la Santa Messa dell’universitario che si celebrava nella
cappella dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento. Nel 1956 fu
nominato vice Parroco alla SS. Trinità per aiutare il vecchio
Parroco Mons. Salvatore Farro e per questo nuovo impegno lasciò
la FUCI al nuovo assistente don Francesco Casale.
Il 13 maggio 1967,
ancora vivente Mons. Salvatore Farro, don Pasqualino fu parroco
della SS. Trinità.
Vi è rimasto per 36
anni e in tutto questo tempo i fedeli sono stati testimoni del
suo fecondo apostolato. Egli ha saputo sacrificarsi lasciando
l’insegnamento di religione nella Scuola Media per meglio
servire Dio nell’amore del prossimo. Ha lasciato, come esempio
da seguire, il suo servizio umile ma dignitoso, la sua onestà
spirituale e materiale. Ha sentito con fede profonda la dignità
del suo ministero, più nobile di ogni umano ufficio, con la
piena obbedienza alla volontà del pastore della Chiesa
napoletana.
Negli ultimi due
anni, colpito da una grave malattia, è stato sempre sereno, ha
offerto le sue sofferenze per la conversione dei peccatori e
quando il 19 marzo del 2001 ha festeggiato il 50° anniversario
della sua ordinazione sacerdotale, tutti i suoi parrocchiani e
gli ex soci della “San Felicio Martire” e tanti altri amici di
altre Parrocchie si sono stretti, con grande affetto, intorno a
lui. Su di una sedia a rotelle, sull’altare, ha concelebrato la
S. Messa con i confratelli della Parrocchia e con i parroci e i
sacerdoti della città. Ricevendo tra le mani l’Ostia consacrata
ha saputo, ancora una volta, offrire le sue sofferenze a Cristo.
I suoi occhi, specchio dell’animo nobile e santo, manifestarono
la sua commozione e gioia per essere, ancora una volta, insieme
a tutti noi.
Don Pasqualino ha
lasciato questa terra per ricongiungersi a Cristo, eterno
sacerdote, il 10 marzo 2002. Il Signore ha spalancato,
certamente, le porte del suo Regno e ha chiamato a raccolta
tutti gli angeli e i santi perché è ritornato al Creatore uno
degli uomini migliori. E per questo tutti noi, ancora su questa
terra, ringraziamo Iddio per avercelo donato e sempre lo
ricorderemo nelle nostre preghiere stando così in comunione con
lui.
Sono certo che,
dall’alto dei cieli, ci guiderà, con bontà e saggezza, per le
vie che ci porteranno un giorno a ritrovarci tutti insieme a
glorificare Dio nostro Padre.
Salvatore Russo
-
Biografia di Mons. Salvatore Farro, primo parroco della SS.
Trinità
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